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Elpore th. Psicologia delle risorse umane nelle dinamiche aziendali

La salute differente

Fattori psico-sociali di rischio nella vita lavorativa delle donne e interventi di prevenzione-protezione


Dove e quando | Il tema | Gli obiettivi | A chi è rivolto | Il programma | Ricerca | Informazioni | Atti del Convegno



Dove e quando
Milano, Via Bernardino Luini 5
22 giugno 2004
ore 9 - 13


Il tema
In ambito comunitario l’agenda di Lisbona ha stabilito al 60% il tasso di occupazione delle donne entro il 2010. Per raggiungere tale obiettivo sarà particolarmente importante fare considerazioni specifiche in materia di genere per tutti gli aspetti occupazionali.
L’ottica di genere nel settore della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, è necessaria e costituisce un fattore di competitività.

Occorre in primo luogo tener conto del fatto che mentre gli uomini incorrono in un maggior numero di gravi infortuni industriali, le donne tendono a soffrire di malattie e disturbi psichici collegati con l’attività lavorativa.

Portando anche in evidenza che:
• Il doppio carico di lavoro sostenuto dalle donne, rappresentato dall’occupazione retribuita e dall’attività lavorativa socialmente produttiva ma non retribuita, in relazione a responsabilità personali, può avere ripercussioni sulla salute e la sicurezza delle donne che lavorano.
• La segmentazione di genere caratterizzante vari ambiti del mercato del lavoro, porta in evidenza che molto spesso le donne ricevono poca formazione professionale e meno istruzione rispetto ai colleghi di sesso maschile.
• Se si considerano alcuni gruppi specifici di donne che lavorano, quali ad esempio coloro che realizzano in casa un’ampia gamma di prodotti, oppure le donne dell’agricoltura e delle imprese a conduzione familiare, molte delle quali sono partner a titolo giuridico nell’azienda, è possibile evidenziare che esse svolgono attività potenzialmente pericolose ma hanno scarso accesso alla formazione, all’informazione o alla sicurezza sociale.

Le differenze sul lavoro tra uomini e donne esistono ed è necessario considerarle attentamente, anche nella prevenzione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.


Gli obiettivi [torna su]
Rendere evidente che è sempre più necessario tener conto delle differenze di genere sul lavoro e dei bisogni dei lavoratori, più esplicitamente e dichiaratamente psicologici.

Contribuire ad eliminare i pregiudizi sui rischi psico sociali e facilitare lo scambio di buone pratiche nell’ambito delle organizzazioni.

Fornire informazioni sulla possibilità per le donne di avere maggiore soddisfazione al lavoro. Lo stress e i rischi psico sociali connessi all’attività lavorativa possono essere controllati da un’attenta organizzazione e gestione del lavoro, nonché da una appropriata politica e legislazione in merito.
Aiutare a riconoscere che le strategie proattive per far fronte ai rischi psico sociali, legati alla attività lavorativa, possono avere un ruolo importante sulla collaborazione interna e l’aumento di partecipazione dei collaboratori.

Sostenere, a fronte della problematica della diversità di genere sul lavoro, la necessità di promuovere e incentivare in primo luogo una maggiore partecipazione delle donne nelle prese di decisioni importanti relative alla salute e sicurezza dei lavoratori, e negli organi ad esso preposti (quali per esempio i sindacati).

Informare che lo psicologo oggi opera sempre più in contatto con il sociologo, il medico, l’assistente sociale, la direzione aziendale, il responsabile della gestione delle risorse umane, per affrontare in una prospettiva multi disciplinare i principali problemi che coinvolgono più o meno indirettamente la persona in rapporto con la sua vita lavorativa.


A chi è rivolto [torna su]
• A chi abbia un incarico direttivo e voglia abbracciare un atteggiamento attento alla problematica delle differenze di genere sul lavoro.
• A tutti i responsabili di equipe che si trovano nella necessità di gestire il lavoro degli impiegati, quindi anche delle donne. Anche a coloro che desiderino accompagnare i collaboratori nella realizzazione di questo nuovo approccio di gestione delle risorse umane.
• A tutti coloro che, a vario livello, considerino importante stare bene e lavorare in un ambiente facilitante e gradevole; in particolare alle donne che lavorano.
• Ai professionisti della psicologia, gli studenti, i tirocinanti e tutti coloro che desiderino utilizzare una peculiare lettura del fenomeno.


Il programma [torna su]

9,00 - 11,00
Saluto di apertura
- rappresentanti dell'Amministrazione Regionale e Provinciale
- rappresentanti associazione Elpore th. e Gruppo Edith

Dott. Lorenzo Fantini, Responsabile Divisione III- Tutela della salute, ergonomia e igiene sul luogo di lavoro, del Ministero del Lavoro
Differenze e diversità nella tutela della salute e nelle condizioni di lavoro

Dott.ssa Fiorisa Lentisco, ISPESL - Doc, Informazione e Formazione
Donne, salute e lavoro nella prospettiva comunitaria

Dott. Pietro Mercandelli, Presidente Nazionale ANMIL
Appunti sulla disabilità al “femminile”

Dott.ssa Marina Sgorbati, Albors Market Research
I risultati di una ricerca


11,00 - 13,00
Dott.ssa Cinzia Frascheri, CES - Confederazione Europea Sindacale
Donne, salute e lavoro. Alcuni dati che spesso rimangono invisibili

Dott.ssa Nicoletta Biggi, Medico del Lavoro
Consulenza e partecipazione delle donne in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro

Dott. Vittorio Tripeni, Psicologo del Lavoro, Psicoterapeuta
Fattori psico-sociali di rischio nella vita lavorativa delle donne: possibili interventi di prevenzione-protezione

Dott. Sergio Colombi, Psicologo Psicoterapeuta, Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia
Un contributo della psicologia per la cultura della salute “differente”


Ricerca


Informazioni
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Il convegno è aperto a tutti ma è richiesta l'iscrizione obbligatoria, che verrà confermata (posti limitati), compilando il modulo on line o telefonando al n. 02 29.01.12.59

 

 




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Ufficio Pubbliche Relazioni
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