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Esiste il mobbing? PDF Stampa E-mail

Mobbing, bullying,  harcelement, work arassement, emotional abuse at work, sono concetti che hanno avuto una crescente evoluzione nella cultura di questi ultimi anni. Ed è eccezionale nel campo delle scienze umane, la rapidità con la quale si sono diffusi in seno alla comunità scientifica gli studi su questo fenomeno.
Quando ci si rende conto che l’articolo “fondante” di H. Leymann fu pubblicato nel 1990 e che nel 1996 Schuster notava la esistenza di rari studi sul mobbing, è veramente impressionante rilevare che, anni più tardi, le comunicazioni scientifiche intorno a questo tema si contano a centinaia.
Inoltre, il riconoscimento e l’attenzione portati dai media, rilanciati da numerosi best seller, ne hanno fatto un elemento imprescindibile del dibattito sulla vita al lavoro.
Tuttavia, se si può dire che il mobbing è un termine familiare al grande pubblico, resta il fatto che le immagini veicolate dai media prevalgono sulla sottigliezza delle definizioni.

I professionisti che hanno avuto modo di confrontarsi con i casi, conoscono bene questo problema. Che si tratti di psicologi, di medici del lavoro, dei testimoni o delle vittime stesse, o ancora delle direzioni, dei lavoratori e dei sindacati, tutti riconoscono che è estremamente difficile porsi di fronte a questo fenomeno e darne una definizione riconosciuta da tutti e distinguerla da altre problematiche.

Secondo una sentenza della C. Cassazione del 2006 (Cass. sez. Lav,  6 marzo 2006 n. 4774), il mobbing consiste in una: “condotta sistematica e protratta nel tempo con caratteristiche oggettive di persecuzione e discriminazione … pretestuosa che concreta per le sue caratteristiche vessatorie una lesione dell’integrità fisica e della personalità morale del lavoratore …”

La Cattedra di Criminologia Clinica e Psicopatologia Forense dell’Istituto di Medicina e delle Assicurazioni dell’Università di Milano (Professoressa Merzagora Betsos), segue da tempo il fenomeno del mobbing, studiando e analizzando i fatti illeciti e i loro aspetti fenomenologici, le variazioni nel tempo e nei luoghi, le condizioni che ne favoriscono la diffusione e la modificazione. Considerando il fenomeno, nelle sue caratteristiche psicologiche, psicopatologiche e medico legali, non tralasciando i fattori ambientali che ne determinano la genesi.

Nel novembre 2007, con il coinvolgimento delle Cattedre di Diritto del Lavoro (Professoressa M. T. Carinci), Medicina Legale (Prof. A. Gentilomo), Medicina del Lavoro (Prof. G. Costa), si è svolta una giornata di studio che ha accolto la presenza di circa 150 professionisti, giudici e avvocati, medici, psicologi, ricercatori e studiosi. L'evento, oltre a dare maggiore impulso alla riflessione su come e quanto il fenomeno del mobbing possa estendersi e in che modo posa coinvolgere la struttura della organizzazione del lavoro e la qualità delle relazioni tra singoli colleghi, ha posto in evidenza la opportunità di una adeguata formazione professionale e l’apertura di un costante dialogo tra i professionisti che si occupano dello specifico tema.
 
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